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Sul mio comodino #3 | Cose da fare nella quarta dimensione (Anthony Bosman)

3rd April 2018

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“Sul mio comodino” è una serie di recensioni di libri con la quale ci si vuole assicurare che i migliori libri siano letti e riletti. Scopri di più riguardo alla serie qui.


Cose da fare nella quarta dimensione, Matt Parker (2014)

“Se qualcuno lavora nella ricerca matematica, non sta solo facendo addizioni sempre più difficili, o lunghe divisioni come la gente immagina. Questo sarebbe come un giocatore di calcio professionista che diventa sempre più veloce nel dribbling sul campo. I matematici professionisti usano le abilità che hanno imparato e le tecniche che hanno affinato per esplorare il campo della matematica e scoprire cose nuove. Potrebbero essere alla caccia di forme nelle dimensioni superiori, o tentano di trovare nuovi tipi di numeri, o di esplorare il mondo oltre l’infinito. Non stanno solo facendo pratica di aritmetica. Qui sta il segreto della matematica: è un grande gioco.”

Come si dovrebbe tagliare una pizza? Qual è la strategia ottimale per un appuntamento? Cos’è l’infinito passato? E, naturalmente quali sono le stranezze che si incontrano nella quarta dimensione (o nelle dimensioni superiori)? Queste sono solo alcune delle dozzine di domande meravigliose che Matt Parker raccoglie in Cose da fare nella quarta dimensione.

Raddoppiando come un matematico e cabarettista, Parker presenta molte delle curiosità matematiche che i matematici celebrano, in uno stile divertente e accessibile che permette loro di essere gradite da un’audience molto più vasta (perfino da quelli che non hanno ricordi belli delle ore di matematica). Ho particolarmente apprezzato il capitolo sulla teoria dei nodi –la mia area personale di ricerca matematica—che copriva l’annodatura del DNA, un modo intelligente per fare i lacci alle scarpe da ginnastica e alcuni risultati all’avanguardia di come non si debba appendere un ritratto alla parete.

Parker termina il libro con la domanda, “Se la matematica è la conseguenza di giochi e puzzles, il risultato di un pensiero puramente intellettuale, perché finisce per essere così praticamente utile?” Vorrei che fosse detto di più su questo. Molti matematici hanno riflettuto sul mistero del perché noi e l’universo siamo progettati in modo tale da poter seguire una linea di curiosità matematica e terminare con una comprensione più ricca di come il cosmo sia ordinato. Il premio nobel Eugene Wigner concluse che questo mistero è un “miracolo” e un “dono meraviglioso che noi non capiamo e nemmeno meritiamo”. (The Unreasonable Effectiveness of Mathematics, Eugene Wigner n.d T L’irragionevole efficacia della Matematica). Più uno esplora i puzzles matematici come quelli di questo libro, più apprezza questo dono.

Ma accadde ancora qualcos’altro.

Credo che quando una persona è invitata a riflettere riguardo una dimensione superiore, a contemplare l’infinito, si risveglia nel cuore dell’uomo il desiderio dell’eternità.

Ci viene detto, “Il cielo è una scuola; il suo campo di studio è l’universo; il suo maestro è l’Essere infinito.” (Principi di educazione cristiana, Ellen White). Altrove ho scritto di come la matematica, come quella di Cose da fare nella Quarta Dimensione, offra una finestra sull’eternità che ci ricorda che siamo campi gioiosi di studio senza fine, aperto davanti a noi. Quindi, la matematica può servire ad ampliare il nostro modo di pensare e approfondire il nostro apprezzamento per il dono dell’eternità datoci da Cristo.


Anthony trascorre il suo tempo scervellandosi con equazioni, nodi e altri oggetti matematici che riempiono I libri allineati sulla parete del suo Ufficio alla Andrews University. La sua gioia più grande è aiutare gli studenti a conoscere Cristo come “il centro e la circonferenza di tutta la verità”.