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Gli Avventisti del settimo giorno devono festeggiare il Natale?

29th December 2015

Molti avventisti che ho conosciuto sono contrari in qualche modo a festeggiare il Natale. Alcuni ritengono che il Natale non è presente nella scrittura e che è entrato nella tradizione cristiana per sostituire una festa pagana. Altri guardano il modo in cui il mondo lo festeggia, e sono rimasti sconcertati per il consumismo, la vanità, e l'avidità dimostrata nella celebrazione di Natale. Mentre queste sono preoccupazioni valide, sono sempre stato affascinato quello che Ellen White disse sulla questione:

"Poiché il 25 dicembre viene celebrato per commemorare la nascita del Cristo, e si è insegnato e mostrato ai bambini che questo è un giorno di felicità e di gioia, sarà difficile trascorrere questo periodo di festa senza accordargli la minima importanza. Dall'altra parte si può approfittare di quest'occasione per fare realmente del bene." – La famiglia cristiana, 194.

"Il periodo delle feste si avvicina con il suo scambio di doni, e giovani e vecchi si chiedono quello che potranno regalare ai loro amici come dimostrazione del loro affetto. È piacevole ricevere un regalo, da parte di coloro che ci amano, per quanto modesto. Tutto ciò dimostra che non siamo stati dimenticati e contribuisce a rafforzare i legami che ci uniscono a loro... è bene scambiarsi segni d’affetto, a condizione di non dimenticare Dio, il nostro migliore Amico. Dovremmo scegliere regali che procurino un bene reale al nostro beneficiario. Io raccomando, per esempio, dei libri che favoriscano la comprensione della Parola di Dio o contribuiscano a farci apprezzare maggiormente i suoi insegnamenti. Regalate opere che si possano leggere durante le lunghe serate d’inverno." – La famiglia cristiana, 194.

"Saremmo graditi a Dio se, a Natale, ogni chiesa preparasse un albero ai cui rami venissero appese offerte, grandi e piccole, in favore dei nostri luoghi di culto. Ci sono giunte delle lettere che ponevano le seguenti domande: 'Possiamo avere un albero di Natale? Questo non significa conformarsi al mondo?' Noi rispondiamo: 'Preparando un albero di Natale, potete conformarvi al mondo se siete inclini; ma potete addobbarlo in modo molto diverso da come si fa nel mondo.'" – La famiglia cristiana, 195.

Siamo onesti: Gesù più probabilmente non è nato nel 25 dicembre. La Bibbia non ci dice niente riguardo la data precisa della nascita di Cristo. Non è nemmeno accaduto all’inizio dell'anno 1 d.C., ma più probabilmente verso il 4 a.C. E, infatti, mi sembra presumibile che la data per il Natale è stata scelta per sostituire una festa pagana.

Dunque, se non è la data corretta, perché festeggiarla? Quello che è reale, è la nascita di Cristo. E nonostante non sappiamo quando precisamente sia successo questo evento, sappiamo che meritava di essere celebrato. Gli angeli cantavano, i pastori adoravano, persino Dio utilizzò i cieli per guidare tutti coloro che veramente cercavano Betlemme. (Va bene, i re magi non arrivarono nel giorno della nascita di Gesù, ma non tanto tempo dopo-paragona Matteo 2:7, 16 e Luca 2:21-24.)

Veramente, l'incarnazione di Dio, venendo nella carne, è un'occhiata straordinario e unica nel carattere di Dio. Cristo "non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo" (Fil. 2:6-7). Come l'angelo disse ai pastori: "vi annunzio una grande gioia che tutto il popolo avrà; poiché oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore." (Lc 2:10-11). Se la gioia della nascita di Cristo è per tutto il popolo, allora è utile avere una celebrazione in memoria di ciò. Alcuni sostengono che la morte e la risurrezione di Cristo siano più importanti della sua nascita, nei termini della storia della salvezza; però paragonare l'importanza di questi due eventi è come chiedere di quale ala ha bisogno un uccellino per poter volare. Gesù non sarebbe potuto morire per noi senza prima diventare uno di noi. Ci sono degli aspetti del carattere di Dio manifestati nell'incarnazione: la generosità, l'amore, e l'umiltà sovrabbondante. Avere un giorno in cui la chiesa ricorda com'è l'amore di Dio, e lo manifesta, mi sembra una risposta molto adatta a quello che Lui ha fatto per noi.

Allora che cosa dobbiamo fare per il Natale?

Il primo avvento di Cristo è stato una gioia per tutto il mondo, quindi nel ricordarlo, dobbiamo essere gioiosi. Fu un regalo immeritato per tutta l'umanità; quindi forse non è sbagliato dare regali immeritati agli altri. Fu anche un regalo per coloro che erano poveri e nella disperazione–allora sarebbe giusto nello spirito deli Natale, aiutare i poveri (È sempre importante però aiutare i poveri. Specialmente quando non è Natale. Tutti aiutano già i poveri durante il Natale.) Fu un evento annunciato per i pastori e i magi–quindi sarà una bella opportunità per annunciarlo anche oggi.

Scritto per Valentin Zywietz